La zona più conosciuta del vino bianco marchigiano è quella del Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC: le colline della Vallesina tra Jesi, Cupramontana, Staffolo, Montecarotto e Maiolati — a meno di un’ora dalla costa della Riviera del Conero — dove i vigneti di verdicchio coprono le colline da secoli e le cantine aprono le porte a chi arriva dal mare per una degustazione. In questa guida, le realtà più note da visitare, organizzate per zona.

Cupramontana, la “capitale” del Verdicchio
Il borgo di Cupramontana si dichiara la capitale del Verdicchio (e in ottobre ospita la Sagra dell’Uva, la festa più antica delle Marche). Qui si concentrano alcune realtà storiche:
- Colonnara — la cantina sociale fondata nel 1959 da un gruppo di soci viticoltori (oggi oltre cento), tra le prime in zona a puntare sulla spumantizzazione con metodo classico: le vigne sociali coprono Cupramontana, Apiro, Staffolo e l’area di Jesi. Visite e degustazioni si prenotano dal sito ufficiale.
- Vallerosa Bonci — azienda di famiglia con radici d’inizio Novecento, nota per le selezioni da vite singole e le bollicine classiche. Informazioni su amarche.
- La Marca di San Michele — piccola azienda delle vigne in collina della contrada San Michele, produzione limitata e cura delle vocazioni più pregiate della zona.
- Intorno: realtà come La Distesa e Ca’ liptra (biologiche), e tutte le botti della zona di Cupramontana sono raggruppate nell’itinerario enogastronomico del Museo Internazionale dell’Etichetta del Vino, che tocca 11 aziende locali con i percorsi dedicati.
Montecarotto e Maiolati: la riva “nobile”
Verso sud-ovest, sulla riva opposta dell’Esino, Montecarotto e Maiolati Spontini ospitano le vigne cosiddette “nobili” del Verdicchio Classico. Qui opera Pievalta, azienda biologica e biodinamica con vigne su entrambi i versanti: è la zona celebrata negli anni ‘70 come una delle vocazioni più preziose del verdicchio in Marche. Visite e wine shop con prenotazione dal sito di Pievalta.
Come organizzare la degustazione
- Prenotare sempre: quasi tutte le cantine ricevono a prenotazione, e alcune sono chiuse la domenica — meglio contattare in anticipo dal sito ufficiale;
- Il giorno migliore? i giorni di settimana per le visite guidate in cantina, il week-end per gli eventi organizzati (in ottobre, la Sagra dell’Uva);
- Abbinamenti: il MIG Museo dell’Etichetta a Cupramontana con i percorsi enogastronomici — o in alternativa il giro dei borghi dell’entroterra;
- Tempo: dal mare di Numana/Sirolo è un’ora circa d’auto: la guida si combina con una mattinata in spiaggia o con il giro dei borghi.
Perché la zona è speciale
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è un bianco di longevità sorprendente: nei millesimi giusti e con l’affinamento su lieviti i migliori esemplari reggono anni di bottiglia, e da qualche anno la zona produce bollicine di metodo classico riconosciute tra le più pregiate d’Italia per il bianco. Il territorio è quello descritto nella guida dei Castelli di Jesi, con Jesi come porta d’accesso (scheda della città).
Foto di copertina: Amici delle Cose Semplici — Pubblico dominio — via Wikimedia Commons. Informazioni sulle cantine dai siti ufficiali linkati nel testo.
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