I Castelli di Jesi e la terra del Verdicchio: cosa vedere tra Jesi, Cupramontana e Castelplanio

Guida ai Castelli di Jesi: la città muraria, la terra del Verdicchio, la Sagra dell’Uva a Cupramontana e il Museo Carlo Urbani a Castelplanio, con mete reali del portale.

A meno di un’ora dalla costa, la collina di Castelli di Jesi è una delle terre di vino più conosciute delle Marche: la zona del Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC, con borghi collinari che distano pochi chilometri l’uno dall’altro tra Jesi, Cupramontana, Staffolo, Castelplanio e i paesi della Vallesina. È l’entroterra perfetto per una gita fuori dal mare del Conero.

Jesi, la città muraria

Jesi è il capoluogo del territorio: cinta di mura con le porte monumentali, un centro storico sulle mura e una piazza elegante. È anche la città dove, secondo la tradizione, nacque l’imperatore Federico II di Svevia nel dicembre 1194. La scheda del sito raccoglie le informazioni per la visita e i locali della città.

Cupramontana e la Sagra dell’Uva

Il borgo di Cupramontana è la casa della Sagra dell’Uva — la festa dell’uva più antica delle Marche, attiva dal 1928 ogni primo weekend d’ottobre con Palio della Pigiatura, Cappanne e Carri Allegorici. Nel borgo resta anche il Museo Internazionale dell’Etichetta del Vino, visitabile tutto l’anno nella rete dei Musei in Grotta.

Castelplanio e la memoria di Carlo Urbani

Il piccolo borgo di Castelplanio custodisce un tesoro poco conosciuto: il Museo Carlo Urbani, inaugurato nel ventennale della morte del medico epidemiologo (aprile 2023) alla presenza del direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, come raccontano AgenSIR e Capocronaca. Carlo Urbani, nato a Castelplanio nel 1956, era il medico che lavorando per Medici Senza Frontiere e l’OMS identificò e isolò la SARS in Vietnam nel 2003 — morto a Bangkok il 29 marzo 2003. Il museo racconta la sua storia professionale e il valore della medicina umanitaria: una tappa che unisce cultura e memoria.

I borghi del vino

Un altro nome da conoscere della zona: Angeli di Rosora, la frazione di Rosora che prende il nome dalla sua chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli — citata nelle fonti fin dal 1199 — e nota nel ciclismo per la salita del Muro di San Giovanni che sale al borgo.

La collina del Verdicchio si gira seguendo le cantine e i borghi che la compongono: Staffolo con la vista sulla valle d’Esino, Morro d’Alba con i percorsi tra i vigneti, Serra de’ Conti e e tutti i paesini della zona DOC. Il calendario enologico della zona segue la stagione: le Cantine Aperte della tarda primavera (l’evento con visite e degustazioni, è quello già raccontato dalle schede del portale) e la stagione autunnale della vendemmia, con la Sagra dell’Uva come manifesto.

Come organizzare la giornata

  • Mattino: Jesi, con la visita delle mura e del centro (la scheda)
  • Mezzogiorno: degustazione in una della cantine della zona (prenotare con anticipo è la regola comune)
  • Pomeriggio: Cupramontana con il Museo dell’Etichetta, o Castelplanio con il Museo Carlo Urbani
  • Alternative vicine: con più giorni si allunga fino a Frasassi e San Vittore, Serra San Quirico e Fabriano — oppure fino ai borghi più vicini alla costa

Il quadro completo della regione è nella guida della Regione Marche.

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