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due direzioni: con la prima si prosegue sulla strada grande, mentre con la seconda si sale a sinistra costeggiando la "Casa Lucignani" e poi si arriva alla strada asfaltata.
Si può visitare la cripta della Chiesa di S.Pietro ed i resti del Monastero. Possibilità di ristorarsi.
Il sentiero prosegue con un bosco di latitoglie fino ad uno spiazzo con un basamento in muratura.
Si va a sinistra costeggiando una zona a picco sul mare dove troviamo esempi di macchia mediterranea, e si arriva su una strada più larga con un punto di osservazione caratteristico; il Belvedere sud con vista sugli scogli delle Due Sorelle. Continuando si scende in una zona con case e poi si prende la strada comunale per Fonte d'Olio e quindi si arriva alla strada provinciale.
Per tornare al punto di partenza ci si può servire dei mezzi pubblici.
1a Variante del Belvedere Nord. Facile in ore 0.40 solo a piedi. Al quadrivio di Pian Grande si va a sinistra. Il sentiero sale nel bosco, sfocia in una strada. A sinistra nascosto da cespugli,il balcone Belvedere spazia su Portonovo fino a Senigallia. Riprendendo la strada, si sale, s'incontra l'asfalto fino all'ex convento dei Camaldolesi.
1b Variante delle incisioni rupestri. Media difficoltà in ore 0.15 solo a piedi. Da casa "Cipriani" a Piani Raggetti inizia sentiero in salita direzione N-E. Si oltrepassa la Casa Lucignani, si va a sinistra per un sentierino che arriva a lastre di roccia con evidenti incisioni fatte dall'uomo presumibilmente nell'età del bronzo.
1c Variante Grotta del Mortarolo. Media difficoltà, in ore 0,10 solo a piedi. Si supera sia il Belvedere sud che un canalone (il sentiero qui è pianeggiante), si prende una deviazione sulla sinistra immersa nella macchia che porta ad una grotta piuttosto grande abbastanza illuminata: quella del Mortarolo (ex romitorio). Si ritorna per lo stesso sentiero al punto di partenza.
4 GIACIMENTO PREISTORICO DEL PANTANO. A quota 550-525 m. s.l.m. a SW rispetto alla sommità del M.Conero(m 572), nella zona centrale di un pianoro denominato il "Pantano", è stato individuato un giacimento preistorico caratterizzato dal reperimento in situ di industria litica riferibile al Paleolitico interiore, all’età del bronzo, del ferro ed all’epoca romana (III-Il a.C.).5 S.PIETRO AL CONERO. Unica rimasta di 2 chiese (dedicata quella più a sud a S.Benedetto, l'altra a S.Pietro) donate nel 1038 dai conti Cortesi fondatori di Sirolo, Varano e Falconara all’abate Guimezzone per l'istituzione di una comunità religiosa. Nel XVI sec. i Benedettini lasciarono la casa di cui presero possesso i monaci camaldolesi nel 1510. NeI 1558 la chiesa di S.Pietro devastata da un incendio fu restaurata dai Camaldolesi, mentre la chiesa di S.Benedetto fu abbandonata. L’edificio romanico formato da un’aula rettangolare, a 3 navate ha mantenuto gli elementi stilistici essenziali, pur essendo stata rimaneggiata nei secoli;la facciata risale infatti a restauri sette-ottocenteschi. All’interno l’elemento più caratteristico è rappresentato dagli originali capitelli, tutti diversi, che ornano colonne e piloni. 6 EX CONVENTO. Sul retro della chiesa si possono vedere le celle dell’annesso convento affidato ai Camaldolesi dal Vescovo di Ancona Vincenzo De Lucchis nel XVI secolo. Con l’unità d’Italia (1860) i Camaldolesi furono allontanati in applicazione delle leggi relative alla requisizione di edifici religiosi, l’edificio ando' in rovina. C Cava * Antica fornace G7 GROTTA DEGLI SCHIAVI. Grotta dovuta all’erosione marina all’interno della formazione calcarea della Maiolica (Cretaceo inferiore). Originariamente essa presentava due aperture verso il mare che sono state ostruite da una
frana. Ora è accessibile in barca solo l’ingresso settentrionale per una ventina di metri. G9 CAVA Dl MASSIGNANQ. Importante affioramemto di Scaglia cinerea in cui i foraminiferi bentonici e planctonici sono abbondanti ed in ottimo stato di conservazione. Ciò ha permesso di individuare una sezione stratigrafica in cui risulta molto evidente il limite Eocene-Oligocene; difatti tale sezione, durante un convegno internazionale, è stata proposta come sezione "tipo" per il suddetto limite.
Ambiente:
il monte Conero in tutto il suo splendore, attraverso tutti i paesaggi più belli del parco, all'interno della zona di riserva naturale. Ottimi i punti panoramici sulla costa e sulla zona collinare interna ed appenninica.
Vegetazione:
bosco misto di caducifoglie (roverella, carpino nero, acero napoletano) macchia mediterranea termofila (leccio, corbezzolo) rimboschimenti (pino d'aleppo, pino nero d'Austria, cipresso), ex coltivi.
Nel sottobosco ricche fioriture di primule, ciclamini, melittis; abbondanza di pungitopo e presenza di orchidee.
Osservazioni faunistiche:
eccezionale presenza avifaunistica con passeriformi di bosco (cincia mora, rampichino, crociere) e di macchia , picchio rosso maggiore.
Pian Grande è un ottimo punto di osservazione durante il passo migratorio primaverile di uccelli rapaci (falco pecchaiolo, falco cuculo, falco pescatore e biancone). Per quanto riguarda i mammiferi, qui vivono il tasso e la faina, tra i rettili frequente è l'incontro con il ramarro. Gli ex coltivi e le zone marginali dei bosco sono gli ambienti preferiti dalle farfalle (cedronella, valessa, atalanta).